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Vino e birra: due mondi sempre più vicini!

Aggiornato il: 14 nov 2018

Il vino e la birra sono le bevande alcoliche maggiormente consumate in Italia. A livello quantitativo la birra sta ormai raggiungendo il nettare di bacco, mentre a livello qualitativo è tutta un’altra storia. Infatti, il maggior consumo di birra concerne quelle industriali, che però non sempre sono di buona qualità. Le birre artigianali, di gran lunga preferibili a quelle industriali, hanno una fetta di mercato esigua, che non supera i 5 punti percentuali.


Fino a qualche decennio fa il consumo di bevande alcoliche aveva lo scopo principale di alimentare l’organismo, fornendo energia, vitamine e sali minerali necessari a soddisfare il fabbisogno del lavoratore. Oggi l’utilizzo di vino e birra è sicuramente molto cambiato, volto soprattutto ad appagare i sensi e a compiacere il bevitore. Ciò ha fatto sì che la qualità dei vini sul mercato si sia notevolmente innalzata, generando la richiesta di varianti diverse, macerazioni a freddo, affinamenti lunghi, barrique, ecc. Ecco allora che il vino sfuso della casa, quello che si trova al ristorante, ha iniziato ad essere denigrato, a vantaggio di una bottiglia con un nome altisonante. La birra, invece, è ancora oggi considerata la bevanda dissetante per eccellenza: da bere al bar nelle calde giornate d’agosto, preferibilmente ghiacciata e magari direttamente dalla bottiglia, senza neanche dover sporcare il bicchiere. Abitudine, questa, purtroppo ancora radicata in molte persone.

La rivoluzione della birra artigianale di qualità sta cambiando il modo di consumare la stessa. Sono molteplici, attualmente, gli stili proposti, adatti ad accompagnare molte preparazioni gastronomiche. Alcune di queste birre, tra l'altro, sono così complesse che definire da meditazione è riduttivo. La nascita di pub indipendenti ha ulteriormente ampliato la diffusione della birra, favorendone un approccio consapevole. Se è vero che il consumo di buona birra è in costante ascesa, tanto che ormai molte multinazionali stanno correndo ai ripari, bisogna anche sottolineare che il fenomeno è spesso relegato a pub e birrerie. Nella carta dei vini, posto che il riferimento alla birra sia presente, esso rimane quasi sempre a fondo pagina. I ristoratori più accorti, vista la diffusione che sta conoscendo negli ultimi tempi la birra artigianale, stanno dando spazio all’interno dei loro menu a questa bevanda, ma restano comunque in minoranza.

Molto raramente succede che alla birra vengano dedicate delle carte apposite, a differenza di quanto avviene per i vini, trascurando in tal modo le grandi possibilità di abbinamento che essa offre. Specie per quanto riguarda quei piatti con tendenza amara e acida, spesso non adatti ad essere gustati con un bicchiere di vino.


Se molti appassionati di vino ritengono - sbagliando - che la birra sia un prodotto di seconda scelta, è altrettanto vero che molti amanti della birra snobbano il vino. “Chi beve vino può anche bere birra, mentre chi beve birra difficilmente berrà vino”: questa frase pronunciata da un Sommelier di navigata esperienza lascia il tempo che trova. Ogni bevanda, infatti, si nutre della sua cerchia di appassionati, ha il suo momento migliore per essere assaporata e, non da ultimo, il giusto piatto da accompagnare.

Solo quando troveremo vino al pub e birra in bella vista sulla carta dei vini si potrà affermare che le due bevande avranno pari dignità, dal momento che non solo una non esclude l’altra, ma insieme possono valorizzare pietanze e momenti in buona compagnia. Il Publican deve tenere nella giusta considerazione il vino, come il Sommelier non deve sottovalutare la birra e le sue potenzialità. Solo così si può raggiungere una certa equità qualitativa nel consumo delle due bevande alcoliche più gradite agli italiani.


Un tagliere di affettati con una bella bottiglia di Lambrusco, una bistecca ai ferri con una profumata IPA possono e devono convivere nello stesso locale; come magari una bollicina accompagna bene una pizza ed una Stout un dolce al cioccolato. Un plauso va sicuramente a tutte quelle strutture che sono riuscite a coniugare le due bevande, favorendo un consumo consapevole di prodotti di qualità in ambito enologico e birrario.


In sostanza, né il vino, né la birra andrebbero emarginate dai rispettivi appassionati. A prescindere dai gusti personali, che non sono discutibili, entrambe le bevande vanno valorizzate allo stesso modo, favorendo in tal modo il processo di rottura di quegli stereotipi che da anni si portano dietro. Ciò che conta realmente è soltanto una cosa: che si beva l’una o l’altra, esse devono essere di buona qualità e adatte al momento!

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